5 scienziate che hanno fatto la storia da conoscere

Per secoli il mondo della scienza è stato considerato per soli uomini, nonostante siano tante le donne che hanno contribuito al suo progresso. Le loro storie sono fonte d’ispirazione, perché queste studiose riuscirono a superare i pregiudizi nei confronti delle donne e a cambiare la storia scientifica grazie alla loro perseveranza e passione per la ricerca.


Tra le pioniere più conosciute ci sono Marie Curie, fisica e chimica che scoprì i radioelementi polonio e radio; Rosalind Franklin, chimica che contribuì alla comprensione della struttura del DNA attraverso la diffrazione dei raggi X; Rita Levi Montalcini, neurologa Premio Nobel per la medicina che individuò il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Grouth Factor, NFG) apportando un grande contributo allo studio di tumori, della SLA e del morbo di Alzheimer. Oggi il Professor Strampalat vi racconta le storie di altre 5 scienziate donne che forse non conoscete ancora.

 

Ada Lovelace (1815-1852)

Ada Lovelace fu una matematica e scienziata, considerata la prima programmatrice al mondo 100 anni prima del primo computer! Lovelace, infatti, riuscì a sviluppare il primo prototipo di software per un calcolatore gettando le basi della moderna informatica. Coniugò matematica, logica e immaginazione, per realizzare una prima macchina multifunzione programmabile con schede perforate applicate a un telaio meccanico. L’idea rivoluzionaria di Ada Lovelace fu quella di pensare che questa macchina che maneggia numeri, ma un linguaggio proprio fatto di relazioni e operazioni logiche.

 

 

Barbara McClintock (1902-1992)

Barbara McClintock ricevette il Premio Nobel per la scoperta in genetica degli elementi trasponibili nei cromosomi. McClintock iniziò le ricerche sui cromosomi del mais, sviluppando una tecnica di colorazione con cui rendere visibili i diversi cromosomi per studiare lo scambio genetico. La sua scoperta più importante è la trasposizione genica che consiste in uno scambio di frammenti di cromosomi, e quindi di geni, da un cromosoma all’altro a dimostrazione che il codice genetico di un organismo è flessibile, in quanto costantemente stimolato dall’ambiente circostante. In questo senso, Barbara McClintock fu la fondatrice della genetica cellulare.

 

 

Rachel Carson (1907-1964)

Rachel Carson fu biologa marina e pioniera del movimento ambientalista americano ed al suo lavoro scientifico e pensiero si sono ispirate tutte le associazioni ecologiste. Tra le sue pubblicazioni scientifiche, un saggio in particolare ebbe un notevole impatto sia sulla comunità scientifica che sull’opinione pubblica. In “Silent Spring”, pubblicato nel 1962, Carson espose e analizzò i danni arrecati all’ambiente e alla salute umana dal massiccio uso di pesticidi chimici e dei vari antiparassitari.

 

 

Dorothy Crowfoot Hodgkin (1910-1994)

Dorothy Crowfoot Hodgkin fu una chimica, che vinse il Premio Nobel per aver determinato la struttura atomica di alcune molecole utilizzando la cristallografia a raggi X. Questa metodologia utilizza la diffrazione dei raggi X per ottenere un’immagine tridimensionale e stabilire la struttura di un cristallo. Differenti molecole possono formare cristalli e tra queste ci sono anche le molecole biologiche come proteine, acidi nucleici e vitamine. Una delle analisi più complicate che fece Crowfoot Hodgkin fu proprio quella della vitamina B12, che con un numero di atomi pari a 181 era difficile da individuare.

 

 

Jocelyn Bell Burnell (1943-presente)

Jocelyn Bell Burnell è un’astrofisica e scopritrice della prima pulsar, ovvero una stella di neutroni. Durante il dottorato a Cambridge, intuì un segnale che pulsava regolarmente a intervalli regolari di 1,34 secondi ascoltando un rumore che proveniva sempre dalla stessa regione del cosmo e sembrava spostarsi nella volta celeste alla stessa velocità delle altre stelle. All’inizio la sorgente venne chiamata Little Green Men (piccoli omini verdi, in inglese), pensando fosse un segnale proveniente da esseri extraterrestri. In seguito, Jocelyn Bell capì che si trattava di una nuova classe di stelle, denominata pulsar.

 

 

Quante storie conoscevate già? Raccontatecelo nei commenti. E se volete altre storie d’ispirazione, scoprite quella di Wangari Maathai e delle Green Girls.

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