Il latte in natura è l’alimento esclusivo per la crescita di tutti i cuccioli di mammifero, compreso l’uomo. Viene prodotto dalle ghiandole mammarie subito dopo il parto e contiene principalmente:

  • acqua
  • zucchero (lattosio)
  • proteine
  • grassi
  • vitamine

La composizione, e conseguentemente le sue proprietà nutrizionali, possono differire in maniera significativa a seconda della specie!
Il latte di balena contiene il 10% di proteine, quello di mucca il 3,6%, quello di donna lo 0,9%. anche la quantità d’acqua può essere estremamente variabile: il latte di focena ne contiene solo il 40%, mentre quello di cavalla o di asina il 90%. Il latte umano è tra i più ricchi in lattosio, mentre quello dei cetacei è il più povero.

Qual è il significato di queste differenze? Tutto dipenderebbe dai tempi e dalle condizioni di allattamento della prole.
Infatti i tipi di latte più ricchi di grassi e proteine sono quelli delle specie che dopo il parto nascondono i cuccioli nelle tane e passano la maggior parte del tempo a procurarsi cibo nell’ambiente circostante: in questa situazione i piccoli hanno bisogno di assumere un alimento molto sostanzioso, poco acquoso e a lenta assimilazione. Anche i mammiferi marini allattano i cuccioli sporadicamente e necessitano quindi di un latte con queste caratteristiche. L’alto contenuto di grassi inoltre aiuta i piccoli per resistere all’ambiente freddo. Al contrario, il latte dei primati è maggiormente acquoso e con un minor contenuto di grasso e proteine: i cuccioli hanno un contatto continuo con la madre, mangiano di frequente, per cui non necessitano di grandi riserve.

Oltre ad essere un alimento fondamentale per crescere e soddisfare tutti i bisogni nutrizionali dei cuccioli, il latte contiene enzimi ed anticorpi specifici della specie di appartenenza, che aumentano le difese immunitarie dei nuovi nati, proteggendoli dalle infezioni. In natura tutti i cuccioli consumano esclusivamente il latte materno durante i primi mesi di vita, fino allo svezzamento. Alle neo mamme, ostetriche e pediatri raccomandano sempre di allattare il neonato almeno fino ai primi sei mesi di vita.

Pochi alimenti come il latte contengono buone quantità di tutti i nutrienti fondamentali per la nostra alimentazione. L’uomo ha imparato a sfruttarne le eccezionali qualità nutrizionali anche dopo lo svezzamento migliaia di anni fa, iniziando ad allevare per il loro latte principalmente ovini e bovini.
Tra i latti ad uso alimentare, il latte vaccino ha una percentuale di grassi simile al latte materno (3,5%), seguito da quello di capra (4,3%) e quello di bufala e di pecora (entrambi 7,5%). I meno grassi sono il latte d’asina e di cavalla (1,5%).

Il latte caprino, simile a quello vaccino per contenuto di grassi e micronutrienti (potassio, calcio, riboflavina, fosforo), si differenzia per il minor contenuto di vitamina B12 e l’elevato contenuto di taurina. Ciò che distingue spiccatamente il latte di capra è il suo forte sapore, inconfondibile e molto marcato rispetto agli altri tipi di latte.

 

FONTI:
Fondazione Veronesi
Asso Latte
Wikipedia