Per far comprendere ai ragazzi la presenza di pigmenti di frutta e ortaggi, vi suggerisco di provare un semplice esperimento di estrazione dei pigmenti! Le parti verdi delle piante devono il loro colore alla clorofilla, utilizzata dalla foglia per assorbire la luce e convertire l’energia luminosa in energia chimica. La clorofilla è importante nell’alimentazione perchè combatte l’anemia, purifica il sangue, tonifica il cuore, regola il livello di colesterolo, cicatrizza e disinfetta la pelle, neutralizza le tossine e favorisce la rigenerazione dei tessuti. I bambini possono esercitarsi come degli apprendisti erboristi ed estrarre la clorofilla dalle foglie di una pianta comune come la menta o gli spinaci, ricavando un liquido in cui la presenza del pigmento verde è evidente.

 

Materiale occorrente:
– foglie di menta o spinaci
– mortaio e pestello
– alcol etilico al 95%
– bicchiere trasparente o becher
– colino

 

Procedimento:
Far sminuzzare ai bambini le foglie di menta col pestello nel mortaio: devono ridurle in pezzettini molto piccoli. Aggiungere un piccolo quantitativo di alcol etilico nel mortaio, mentre i bambini continuano a pestare: la clorofilla è solubile in alcol, quindi passerà dalle foglie al liquido. Dopo aver filtrato la poltiglia ottenuta con un colino, raccogliere nel bicchiere trasparente il liquido, di colore verde molto intenso: la colorazione del liquido è dovuta alla presenza della clorofilla, estratta dalle foglie di menta e solubilizzata dall’alcol. Se si avrà pazienza di aspettare l’evaporazione dell’alcol, dopo qualche giorno, si osserveranno nel bicchiere dei piccoli frammenti secchi, come una polverina verde: quella è la clorofilla, che spesso, estratta dalle piante, è usata come colorante naturale.
 


 
Per i ragazzi più grandi si può rendere l’esperimento più complicato ed eseguire la cromatografia delle foglie di spinaci.

 

Materiale occorrente:
• Foglie di spinaci
• cilindro graduato
• carta assorbente
• mortaio con pestello
• solvente di etere di petrolio
• acetone
• forbici
• nastro adesivo
• coperchio di plastica
• contagocce
• gesso

 

Procedimento:
Spezzettare le foglie di spinaci in pezzi abbastanza piccoli, metterli assieme alla polvere di gesso nel mortaio e triturarli con il pestello. Aggiungere acetone e continuare a triturare fino ad ottenere un composto di colore verde scuro. Ritagliare una striscia di carta assorbente e segnare con la matita, a circa due centimetri dal bordo, una linea. Successivamente mettere in un unico punto della linea una decina di gocce di composto e attaccare la carta assorbente al centro del coperchio di plastica. Appoggiare il coperchio sul cilindro contenente solvente di etere di petrolio, in modo che la striscia di carta assorbente non tocchi i bordi del cilindro e sia nel solvente per circa mezzo centimetro e che la parte dove sono state messe le gocce non tocchi il liquido.
Dopo qualche secondo si noterà che la macchia verde risale e con il passare del tempo continuerà a salire mutando colore, questo perché il solvente di etere di petrolio, diverso dall’acetone contenuto nell’impasto è infatti in grado di sciogliere i diversi soluti presenti e trascinarli con sé mentre risale nella carta per capillarità. I soluti si muovono con velocità diverse: quelli meno solubili, si fermano prima, mentre gli altri proseguono e vengono trascinati tanto più lontano quanto maggiore è la loro solubilità con l’etere di petrolio. Si osserveranno così i pigmenti presenti nelle foglie di spinaci: la clorofilla b (verde oliva), la clorofilla a (verde chiaro), le xantofille (giallo chiaro) e i carotenoidi (arancione).

 

Conclusioni
I pigmenti presenti nelle foglie sono di diverso colore (blu, giallo, rosso e verde) ma è il colore del pigmento verde a prevalere sugli altri perché la clorofilla, il pigmento più abbondante presente nelle foglie, è di colore verde.