Il nostro Professor Strampalat è andato in giro per il mondo. Nel suo viaggio ha cercato di scoprire come gli abitanti di tutto il mondo stanno cercando di aiutare il Pianeta contro il peggior nemico degli oceani: la plastica.

L’inquinamento da plastica è un’emergenza ambientale drammatica. Secondo i dati del WWF in un anno vengono prodotti 450 milioni di tonnellate di plastica e 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani.

I rifiuti di plastica che finiscono in mare con il passare del tempo vengono degradati dalla luce del sole e dagli agenti atmosferici scomponendosi in microscopiche particelle chiamate microplastiche . Queste possono essere ingerite dalle diverse specie animali che popolano i mari e le coste. Inoltre, a causa delle loro piccolissime dimensioni, le microplastiche si diffondono facilmente, inquinando tutti gli ecosistemi. Sono state ritrovate in ogni angolo del nostro pianeta sulla cima più alta del mondo, il Monte Everest!

Chi salverà tutti noi dalla plastica? Che cosa sta facendo il mondo per riparare all’inquinamento da plastica che sta producendo?

Nel suo viaggio, Il Professor Strampalat ha incontrato diverse realtà Plastic Free ed è rimasto molto colpito da come ogni parte del mondo stia cercando di adottare comportamenti sostenibili. Dall’Africa, passando per il Belgio, fino all’Australia il nostro scienziato non vedeva l’ora di tornare per condividere le sue scoperte.

 

I rifiuti di plastica diventano aule scolastiche.

Nell’Africa Occidentale l’emergenza d’inquinamento da plastica ha raggiunto numeri allarmanti. Ogni giorno, nella città di Abidjan si producono 288 tonnellate di rifiuti di plastica . Solo il 5% dei rifiuti viene raccolto e consegnato al riciclo e la maggior parte della plastica rimane nelle discariche, si sparpaglia nei centri urbani inquinando terreni e l’acqua. Per far fronte al problema ambientale , Unicef recupera i rifiuti di plastica per costruire aule scolastiche . I rifiuti plastici vengono avviati alla fabbricazione di un materiale da costruzione economico, di lunga durata e di facile impiego, con il quale vengono costruite scuole. L’azione adottata è una soluzione per la crisi ambientale e per il problema scolastico nei paesi africani.

 

Dalle Fiandre con amore per sconfiggere l’usa e getta.

Gli abitanti della città belga di Gand hanno detto no alla plastica “usa e getta” con Billie Cup. La Billie Cup è una tazza, un’alternativa riutilizzabile e sostenibile che può essere utilizzata per l’asporto di varie tipologie di alimenti e bevande. La tazza, e anche il suo coperchio, può essere prelevati in uno dei venti esercizi commerciali di Gand che hanno aderito ad un progetto sperimentale cittadino. L’iniziativa Billie Cup è un esempio virtuoso di come l’economia circolare sia una valida soluzione all’inquinamento da plastica.

 

Vivere un mese, una settimana, un giorno senza plastica.

Platic Free July Challenge è una vera e propria sfida globale contro l’uso della plastica monouso nella vita di tutti i giorni. Il movimento è nato nel 2011 in Australia e ha coinvolto, negli ultimi 11 anni, milioni di persone che hanno fatto la loro parte contro la lotta all’inquinamento da plastica per garantire strade, oceani e un pianeta più pulito . Nell’ultimo report di Plastic Free July del 2021, all’iniziativa hanno partecipato 140 milioni di persone da 190 nazioni diverse; hanno scelto insieme di rifiutare di produrre 130 milioni di rifiuti plastici quotidiani . La quantità di rifiuti prodotti è stata ridotta di 2,1 milioni di tonnellate.

Ognuno di noi può impegnarsi in scelte quotidiane sostenibili. Farai parte anche tu delle iniziative Plastic Free scegliendo di rifiutare la plastica?