I mesi estivi ci regalano cieli notturni meravigliosi da osservare. La Via Lattea è particolarmente visibile, anche ad occhio nudo, con la sua striscia composta da migliaia di stelle. Ma perché si chiama Via Lattea?

Il nome deriva dalla mitologia greca. Si narra che Zeus si fosse invaghito di Alcmena, una bellissima donna mortale. Assunse le sembianze di suo marito Anfitrione per ingannarla: fece durare la notte tre giorni e dalla loro unione nacque Eracle (Ercole per la mitologia romana).
Il piccole Eracle era dotato di una forza straordinaria, ma per diventare immortale avrebbe dovuto bere il latte di dea. Zeus cercò di farlo accettare dalla moglie Era, la quale, adirata per il tradimento, tentò di ucciderlo.

Perciò una notte, approfittando del sonno della moglie, Zeus avvicinò il bambino al suo seno. Il bimbo si attaccò con una tale energia che svegliò la dea e fece schizzare il latte da tutte le parti. Le gocce cadute in terra si tramutarono in gigli, e quelle disperse in cielo diedero vita alle stelle della Via Lattea.

Per gustare il suo spettacolo con il naso all’insù occorre recarsi in un luogo privo di inquinamento luminoso, in una notte senza luna e senza nuvole, e attendere almeno due ore dopo il tramonto del sole.