In Italia la percentuale di sovrappeso in età scolare del 20,4% e di obesità infantile del 9,4%. I dati, diffusi dal Ministero della Salute nel 2019, confermano quanto sia imprescindibile portare una consapevolezza non solo a tavola, ma anche tra i banchi di scuola.

Con grande senso di responsabilità per il futuro, come educatrici ed educatori, siamo chiamati a trasmettere le sane abitudini per prenderci cura di noi e avere cura del pianeta. Vi proponiamo, quindi, alcuni spunti per approcciarsi al tema e portare una nuova riflessione sull’alimentazione sostenibile in classe.

Cosa significa alimentazione sostenibile?

L’alimentazione sostenibile è una dieta che contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e al tempo stesso offre un corretto apporto di sostanze nutrienti per vivere in salute. Cerca di bilanciare il bisogno di mangiare con l’inquinamento della produzione del cibo che viene consumato.

Le tre A della sostenibilità

Tre aggettivi descrivono l’alimentazione sostenibile, che è:

  • Accessibile, cioè a disposizione di tutte e non un privilegio di poche persone;
  • Accettabile culturalmente, ovvero deve considerare anche le abitudini di una popolazione;
  • Attenta, in particolare nel riciclo, nell’acquisto prodotti di stagione e nella limitazione degli sprechi.

Affrontare il tema del riciclo e del riuso degli avanzi è basilare, considerando che un terzo dell’impatto ambientale si ha proprio per gli sprechi. In Italia, il 77% delle famiglie getta 370 grammi di cibo al giorno, di questi una buona parte è costituita da ortaggi, frutta e pane (fonte CREA).

Queste tre A che rappresentano una sostenibilità accessibile, accettabile e attenta – si possono riassumere in un’unica parola, che inizia sempre con la lettera a: abitudine.

Perché dovremmo cambiare abitudine?

Dal punto di vista ecologico variare l’alimentazione può fare anche la differenza. Negli ultimi decenni è aumentato il consumo giornaliero di proteine e grassi animali a discapito di quelle vegetali e questa scelta alimentare ha avuto un forte impatto sull’ecosistema. Si parla di carbon footprint per indicare quanto inquina la produzione di un alimento, in termini di acqua consumata, terreno occupato e di emissioni di gas serra.

Ogni chilo di carne di manzo corrisponde in termini di effetto serra all’emissione di 60 kg di CO2 nell’atmosfera, mentre un chilo di proteine vegetali come i legumi, invece, arriva a produrre solo 0,80 kg di anidride carbonica (fonte Our World in Data). 

Come diventare sostenibili?

Ridurre, riciclare, recuperare, riutilizzare, queste sono le famose 4R della sostenibilità che il professor Stampalat ricorda alle alunne e agli alunni d’Italia. Le pratiche per uno stile di vita più consapevole e sostenibile sono tante, alcune le hanno raccontate la biologa ricercatrice Valeria Del Balzo e il biologo nutrizionista Riccardo Morandi durante il webinar.

Scoprite come seguire un’alimentazione sana, che sia anche amica dell’ambiente riguardando il video.