In un’epoca lontana la magia, l’alchimia e le credenze popolari permeavano la vita quotidiana e le scarse conoscenze scientifiche non permettevano di chiarire il confine tra alimenti, medicamenti e pozioni. Su un aspetto, però, gli studiosi di tutte le epoche sono stati concordi: l’interesse per il latte.

 

Le virtù attribuite al latte furono molteplici: da quelle di recare giovamento al petto e ai polmoni e di ravvivare il colorito della pelle a quelle afrodisiache. Non mancano testimonianze della sua efficacia nello sciogliere le occlusioni del fegato, di lubrificare l’intestino, per combattere le ulcere viscerali e lenire i bruciori di stomaco. Il grande Avicenna indicava nel siero di latte un rimedio all’emicrania. L’insorgere di questa dolorosa costipazione veniva infatti collegato alla bile e le proprietà del siero di latte potevano correggerne l’acidità. Mentre, nel I secolo d.C., il botanico greco Dioscoride sosteneva una teoria che si è tramandata in epoca moderna: il latte era considerato un rimedio all’avvelenamento.

 

Sebbene da sempre la scienza medica, in particolare con Galeno ed Ippocrate, si è interessata allo studio delle peculiarità del latte e alla sua applicazione in campo medico e nutrizionale, è solo nel XV secolo che si comincia a trattare l’argomento in modo sistematico.

 

Oggi, con le scoperte farmacologiche e gli studi scientifici e medici, alla cura delle malattie sono deputati altri metodi che senza alcun dubbio sono più efficaci delle pozioni preparate nell’antichità. Resta il fatto, però, che l’uso del latte come rimedio “casalingo” per la cura di alcune affezioni o per la bellezza del corpo è tuttora molto in uso. Basti pensare alle maschere di bellezza al latte, non eccessive come i famosi bagni di Cleopatra e Poppea, ma utili per curare piccole imperfezioni della pelle o lenire gli arrossamenti. O, piuttosto, ai tradizionali “rimedi della nonna”: latte, miele e cognac per il mal di gola, la tosse e i primi sintomi influenzali; una buona tazza di latte caldo e miele per favorire il sonno, un bicchiere di latte per avere sollievo in caso di bruciori di stomaco. Insomma, lungi dall’essere una medicina, il latte rimane una sostanza fondamentale per la vita di tutti noi.

 

Fonte Assolatte – tratto da: “Sulla natura del latte” a cura di Massimo Montanari – Edito da Umberto Allemandi & C. per Parmalat