Conoscete le virtù del latte? Scoprite con noi quali sono le caratteristiche che lo hanno reso una delle bevande più celebri e importanti nella storia dell’uomo.

Questa storia racconta alcune curiosità scientifiche sul latte e inizia in un’epoca lontana in cui la magia, l’alchimia e le credenze popolari permeavano la vita quotidiana, e le scarse conoscenze scientifiche non permettevano di chiarire il confine tra alimenti, medicamenti e pozioni. Su un aspetto, però, gli studiosi di tutte le epoche sono stati concordi: l’interesse per il latte. Un interesse dettato però anche dalla diffidenza nei confronti di un alimento così difficile da classificare.

Il latte come cura per stomaco, fegato ed emicrania
Nella medicina antica e medievale, il latte era considerato una “superfluità” dell’organismo originata dall’attività di sbiancamento del sangue ad opera delle mammelle. È stata sempre nota la sua forma mutevole dovuta alla diversità degli animali da cui proviene, dalla loro alimentazione ed età, dallo stato crudo o cotto, dalle condizioni climatiche ed ambientali. Inizialmente, queste sue volubili caratteristiche avevano creato intorno al latte un grande interesse anche se in un certo senso “diffidente”. Era però riconosciuto da tutti gli studiosi in tutte le epoche il suo elevato potere nutritivo. Ma è proprio per la difficoltà nella sua classificazione che il latte ha assunto nella tradizione medica un ruolo più che altro di medicamento.
Le virtù attribuite al latte furono molteplici: da quelle di recare giovamento al petto e ai polmoni e di ravvivare il colorito della pelle a quelle afrodisiache. Non mancano testimonianze della sua efficacia nello sciogliere le occlusioni del fegato, di lubrificare l’intestino, per combattere le ulcere viscerali e lenire i bruciori di stomaco. Il grande Avicenna indicava nel siero di latte un rimedio all’emicrania. L’insorgere di questa dolorosa costipazione veniva infatti collegato alla bile e le proprietà del siero di latte potevano correggerne l’acidità. Mentre, nel I secolo d.C., il botanico greco Dioscoride sosteneva una teoria che si è tramandata fino in epoca moderna: il latte era considerato un rimedio all’avvelenamento. Risultava valido per tutti i tipi di veleno ingerito; infatti, se i veleni agiscono con una forza corrosiva e infiammatoria, il latte, per la sua natura fredda e morbida, doveva arrecare il beneficio necessario per combatterli.

L’uso del latte per curare le malattie
Sebbene da sempre la scienza medica, in particolare con Galeno ed Ippocrate, si è interessata allo studio delle peculiarità del latte e alla sua applicazione in campo medico e nutrizionale, è solo nel XV secolo che si comincia a trattare l’argomento in modo sistematico. Il primo ad occuparsene fu probabilmente Pantaleone da Confienza, medico vicentino, che pubblicò nel 1477 la “Summa lacticiniorum”, una monografia sui latticini che, benché fosse una dissertazione filosofica più che un trattato scientifico, aprì la strada ad una valorizzazione dell’argomento dal punto di vista terapeutico. Dopo qualche anno, infatti, nel 1535, Girolamo Accoramboni da Gubbio cominciò a parlare del latte come cura di alcuni stati febbrili nel suo “Tractatus de lacte”.
Più avanti, nel 1595, esce l’opera di Giovanni Costeo “De lactis serique natura et in medicina usu” che si occupa specificatamente di trattare le virtù terapeutiche del latte e del siero di latte per la cura di molteplici malattie.

Influenza, malesseri e pelle giovane: il latte come rimedio casalingo
Oggi, con le scoperte farmacologiche e gli studi scientifici e medici, alla cura delle malattie sono deputati altri metodi che senza alcun dubbio sono più efficaci delle pozioni preparate nell’antichità. Resta il fatto, però, che l’uso del latte come rimedio “casalingo” per la cura di alcune affezioni o per la bellezza del corpo è tuttora molto diffuso. Basti pensare alle maschere di bellezza al latte, non eccessive come i famosi bagni di Cleopatra e Poppea, ma utili per curare piccole imperfezioni della pelle o lenire gli arrossamenti. O, piuttosto, ai tradizionali “rimedi della nonna”: latte, miele e cognac per il mal di gola, la tosse e i primi sintomi influenzali; una buona tazza di latte caldo e miele per favorire il sonno, un bicchiere di latte per avere sollievo in caso di bruciori di stomaco. Insomma, lungi dall’essere una medicina, il latte rimane una sostanza fondamentale per la vita di tutti noi.

Questo articolo nasce a partire da: “Sulla natura del latte” a cura di Massimo Montanari (Edito da Umberto Allemandi & C. per Parmalat, fonte Assolatte).