Si avvicina il periodo della festa più colorata, spiritosa e divertente dell’anno, molto amata da grandi e piccini.

Avete pensato a cosa indosserete per Carnevale? Il Professor Strampalat ha un’idea per voi, che potrete realizzare a casa o in classe riutilizzando i cartoni del latte vuoti, colla e carta di giornale, per creare una maschera di cartapesta degna di un’artista! A questo proposito, vi segnaliamo che è possibile caricare online le creazioni di riuso dei contenitori del latte realizzate in classe per partecipare al Concorso Artisti del Riciclo fino al 30 aprile 2020, leggendo attentamente il regolamento.

 

Per la maschera di cartapesta:

 

OCCORRENTE:

  • carta di giornale
  • cartone del latte
  • colla liquida
  • acqua
  • tempere o colori acrilici

 

PROCEDIMENTO:

  1. Mescolate ¾ di colla con ¼ di acqua e immergeteci la carta di giornale, stracciata a pezzetti o tagliata a strisce.
  2. Tagliate a metà, in senso verticale, un cartone del latte per ottenerne due pezzi, dai quali si ricaveranno due maschere.
  3. Praticate due fori per gli occhi, uno per il naso e uno per la bocca in ogni pezzo e coprite quello che sarà l’esterno della vostra maschera con il composto di carta, acqua e colla.
  4. Lasciate essiccare per 24 ore e ripetete l’operazione.
  5. Una volta essiccate, potrete colorare le vostre maschere di carnevale come più vi piace con tempere o colori acrilici.

 

Seguendo i consigli del Professor Strampalat, anche il Carnevale può diventare un’occasione per fare scelte ecologiche e anche per risparmiare… con creatività! Come dice la filastrocca:

 

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduja, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso,
ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!

“Il vestito di Arlecchino” di Gianni Rodari