«Sono le piccole cose che fanno la differenza. La mia piccola cosa è piantare alberi» diceva Wangari Maathai, fondatrice del Green Belt Movement. Conosciamo insieme la sua storia e quella della sua organizzazione che si batte da cinquant’anni per l’ambiente.

Cos’è il Green Belt Movement?

Conosciuto in tutto il mondo, il Green Belt Movement fu fondato nel 1977 in Kenya proprio da Wangari Maathai e promuove ancora oggi programmi educativi ambientali rivolti alle donne provenienti da contesti rurali. È un gruppo ecologista che sostiene la riforestazione africana e la coltivazione sostenibile basata sull’uguaglianza di genere.

Coltivare un albero è un gesto tanto semplice quanto forte, diceva Wangari Maathai, e infatti consente di migliorare la vita delle persone coinvolte nel progetto, le rende economicamente autonome, e porta beneficio alla biodiversità.

In tutti questi anni, Green Belt Movement ha piantato più di 45 milioni di arbusti e alberi da frutto autoctoni in Kenya, arrivando anche in Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbabwe. La realizzazione di aree rimboschite con piante indigene ha permesso alle popolazioni dei villaggi di preservare alcune varietà a rischio di scomparsa e di recuperare il patrimonio ambientale locale.

Come i lombrichi nascosti sottoterra, anche le radici degli alberi sono un esempio di quanto sia essenziale ciò che è invisibile agli occhi, perché rivestono un importantissimo ruolo per per l’ambiente. Il loro intrecciarsi nel terreno aiuta a compattarlo fino in profondità e a impedire fenomeni come l’erosione del suolo o favorire il drenaggio dell’acqua in caso di piogge intense.

Chi era Wangari Maathai, la madre degli alberi?

Con il suo impegno, Wangari Maathai ha dato un immenso contributo a Madre Terra, riconosciuto dal Premio Nobel per la Pace nel 2004.  Nata in Kenya nel 1940 da una coppia di contadini, fu anche la prima donna centroafricana a laurearsi in biologia. Negli anni di attivismo venne soprannominata Mama Miti, “la madre degli alberi” ed eletta viceministra dell’Ambiente, delle Risorse Naturali e della Fauna Selvatica in Kenya. Un vero esempio per tutte le Green Girls e Green Boys che vogliono salvare il pianeta.